Che cos’è la Biodanza

Immagino vorrai sapere alcune cose prima di partecipare alla tua prima “vivencia”, eh sì, nella pratica della Biodanza si dice “vivencia” anziché lezione.

In italiano non esiste questa parola ma in spagnolo e in portoghese è di uso corrente. Il termine vivencia si riferisce all’istante vissuto intensamente e con grande capacità di presenza.

In quest’era del multitasking e dell’eccessiva stimolazione di alcuni nostri sensi, il nostro centro viene destabilizzato ed è quindi, ancora di più necessaria la riattivazione delle innate capacità di essere presenti.

La vivencia di Biodanza aiuta a centrarsi perché offre un cammino sensoriale che trasforma il modo di percepire il nostro corpo e ci restituisce la sensibilità poetica verso la vita.

Per Rolando Toro, lo stato di “vivencia” stimola la creazione di nuove sinapsi e sveglia potenziali che prima non avevano vie per esprimersi. È un processo altamente integrativo che ha effetti profilattici e curativi.

La Biodanza accelera processi di integrazione esistenziali a livello psicologico, neurologico, endocrino ed immunologico, e ci porta a ristabilire l’affinità perduta con la vita nell’universo.

Offre strumenti non verbali per interagire e comunicare con gli altri. Sviluppa il rispetto naturale verso l’altro e restituisce la fiducia nella vita. Danzare insieme alle altre persone ha la capacità di abbattere i blocchi che ci impediscono di esprimerci.

Il Creatore della Biodanza: Rolando Toro

Il 19 Aprile del 1924 nasce a Concepción in Cile un uomo trasgressivo incapace di stare fermo di fronte al potere della cultura distruttiva della vita. Quest’uomo genio intellettuale, fiero dei suoi sentimenti e capace di assumere i suoi impulsi primitivi come parte vitale dell’esistenza si chiamava Rolando Toro.

Rolando Toro era docente di Psicologia dell’arte all’Istituto della Pontificia Università del Cile e del Centro Studi di Antropologia Medica della scuola di medicina dell’Università del Cile.

Inizia a modellare la metodologia della Biodanza nell’Ospedale Psichiatrico dell’Università Cattolica di Santiago del Cile. Rolando era mosso dal senso di urgenza di umanizzare la società: per lui è la società che produce malati e il suo desiderio è quello di contrastarla dando strumenti per vivere, vuole battere la strada della gioia per uscire da quella radicata solo nella sofferenza.

Per strutturare un cambiamento sociale, Rolando concentra tutte le sue conoscenze per creare un’arte maggiore che ha chiamato prima Psicodanza e poi Biodanza. Questa arte maggiore ha come scopo la celebrazione della vita in un movimento di corpi in piena libertà, di piacere, di amore e di allegria di vivere.

Sapendo di dover affrontare le critiche e il rifiuto della comunità intellettuale e moralista, ha preferito perdere il prestigio per portare avanti la sua missione: riscattare le funzioni originarie della vita in più esseri umani possibili.

Rolando ci ha portato all’azione che trasforma la comunicazione piuttosto che a una narrativa dell’azione.

La sua grande opera, la Biodanza, ci offre gli strumenti per vivere la bellezza della vita piuttosto che raccontarcela. Possiamo dire che ci ha offerto la grammatica dei gesti di connessione e del movimento integrato e una nuova semantica impressa sulla pelle.

Rolando inizia la sua “altra danza” a Santiago del Cile nel 2010 lasciandoci un patrimonio di valore umano: la Biodanza e il suo Principio Biocentrico.

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